Curiosità

La più grande distesa salata del pianeta

Situato a 3.650 metri di quota, nei pressi della città di Uyuni, nell’altopiano andino meridionale della Bolivia, il Salar de Uyuni è un gigantesco deserto di sale che, con i suoi 10.582 km² risulta la più grande distesa salata della Terra.

Volete sapere perché la Bolivia è il primo paese in cui McDonald’s è fallito?

Per la sua immensa tradizione culinaria, che comprende sia piatti impegnativi dalle lunghe preparazioni, per cui le donne passano ore e ore in cucina, sia un’infinita varietà di cibi da strada: hamburger, pannocchie con formaggio, pollo fritto (che successo può sperare quindi anche KFC?), ristoranti cinesi, rodizio, ovvero luoghi dove si consuma carne. In Bolivia, infatti, si mangia molta più carne che pesce, soprattutto da quando il Paese ha perso i suoi sbocchi sul mare in seguito alla guerra con il Cile, il che gli ha però permesso di mantenere forti e pressoché inalterati alcuni aspetti delle culture Aymara, Quechua (sì, quella che tutti conosciamo per la Decathlon) e Guaranì.

In Bolivia, non mancano nemmeno pizzaioli che hanno imparato l’arte in giro per l’Europa per poi far ritorno in patria e aprire pizzerie, anche perché la Bolivia è il Paese del Sud America dove si registra il maggior numero di migrazioni di ritorno; vi basti pensare che solo a Milano ci sono meno di 2.000 boliviani, mentre i peruviani sono 200.000! Dunque, è la varietà dell’offerta alimentare a impedire alle multinazionali di affermarsi qui, insieme a un forte ancoramento alla cultura originaria, la Tiwanaka, ancor più antica di quella Maya. Vi parliamo oggi della cucina boliviana grazie a Katya e a suo marito Pablo: lui è di La Paz, mentre lei è originaria di Potosì, nota per la sua preziosa miniera d’argento, che fu depredata dagli spagnoli.

La cucina boliviana: ingredienti, tradizioni e antiche tecniche.

Nella cucina boliviana viene quasi tutto disidratato e essiccato secondo antichi riti e tecniche millenarie. Sono tradizioni nate dall’esigenza di conservare gli alimenti in mancanza di frigoriferi, durante gli spostamenti, ma che si sono mantenute inalterate ancora oggi, sia per il loro valore culturale, nonostante la ormai diffusa presenza di elettrodomestici, sia che per questioni di gusto. Infatti, a rendere uniche queste tecniche è solo il fatto che permettano di conservare gli alimenti nel tempo, ma anche di mantenere intatti, se non impreziositi, i sapori. Provare per credere!

CHUÑO 

In Bolivia le patate non mancano mai. E sapete perché? Perché venendo appunto disidratate (la parola “chuño” indica questo processo di disidratazione) e essiccate, possono durare anni, di solito almeno due o tre. Le patate più scure vengono fatte congelare sulle montagne della Cordigliera per alcune notti e poi portate a seccare al caldo; in seguito vengono ri-congelate fino al momento dell’utilizzo e della cottura, che avviene soprattutto al vapore, consumate nelle zuppe o come contorno di carni e formaggi quali il primosale. Quelle bianche, invece, non vengono congelate ma messe nell’acqua di fiumi e ruscelli, poi essiccate e infine bollite.

La Bolivia.

La Bolivia, chiamata così in onore del “liberador” Simon Bolivar che la liberò dalla dominazione spagnola, conserva ancora molto dei suoi ambienti naturali e delle antichissime tradizioni.

Quando agli inizi del XIX secolo Simon Bolivar liberò dalla dominazione spagnola lo Stato, questo assunse il nome di Bolivia in onore del “liberador”. Nonostante l’urbanizzazione e lo sfruttamento sconsiderato delle risorse, la Bolivia conserva ancora molto dei suoi ambienti naturali e delle antichissime tradizioni. La conformazione del territorio e la chiusura delle popolazione hanno influito sulla conservazione dei costumi arcaici. La cultura precolombiana si manifesta nella famosissima produzione di ceramiche e di tessuti e in quei rituali pagani che ancora oggi alcune popolazioni celebrano durante il Carnevale di Oruro, quando masticando foglie di coca danzano la diablada: una danza arcaica dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. La musica costituisce una parte fondamentale della tradizione boliviana, le cerimonie vengono accompagnate da percussioni e dai famosi flauti andini.

Nel Paese del mais per scoprire la quinoa

La Bolivia vanta una straordinaria tradizione gastronomica, che nei secoli si è diffusa in tutto il mondo. Il mais, le patate, la quinoa sono solo alcuni dei prodotti boliviani entrati nella nostra dieta. A Sucre, la capitale della Bolivia, si possono gustare i saltenas, dei panzerotti ripieni di carne, e lo squisito ckocko, un piatto a base di pollo molto piccante, accompagnandoli con il pisco, una sorta di acquavite e la paceña, la birra tipica boliviana.

La sopa de quinoa è la pietanza povera più diffusa in tutte le regioni della Bolivia e spesso si gusta insieme al piatti a base di pesce o di carne bovina o di lama essiccata.

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